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mercoledì 6 marzo 2013

Feelbacks - La Distruzione dei Clichès


A cura di Matteo Bellotto

Ad occhi chiusi ed ascoltando distrattamente, i Feelbacks sembrano appena scesi da un aereo proveniente da Los Angeles, con un suono decisamente americano, ben eseguito e sicuro. La band è invece romana e distrugge (per certi versi finalmente) molti dei troppi clichès che contraddistinguono la scena romana. Lontani da provincialismi e con scelte coraggiose i Feelsbacks ci propongono uno sguardo internazionale, provando a intraprendere un percorso impervio. Conoscono molto bene la materia (il pop-punk) e sanno proporla approfondendo i testi e le melodie che dietro una base decisamente orecchiabile mostrano anche soluzioni musicali che compattano il suono e fanno arrivare il tutto. Sapere che la necessità di innovarsi continuamente e di guardare a quello che arriva da fuori deve essere una risorsa è sicuramente la dote migliore dei Feelbacks che non deludono affatto. Per ascoltarli bisognerebbe togliersi dalle orecchie molti pregiudizi, quelli che ci comprometterebbero rendendoceli “commerciali”. La fortuna aiuta gli audaci e non si può certo dire che questi ragazzi non lo siano. Vanno seguiti con tutte le attenzioni possibili.

In tempi in cui la musica commerciale italiana sta tentando (molto lentamente) di rivolgere il proprio sguardo anche verso le produzioni underground (come accade anche nei Festival meno “progressisti” come Sanremo dove quest'anno si sono visti Blastema e Marta sui Tubi) bisogna affermare che troppo spesso le produzioni a respiro internazionale come quella dei Feelbacks non godano ancora della dovuta considerazione a livello nazionale. Probabilmente non si tratta solo di un problema di gusto o di backgruond, ma sul fatto che le nuove generazioni abbiano molti pregiudizi sulle produzioni del proprio tempo andando sempre più sul sicuro verso qualcosa di più patinato o più vintage. I Feelbacks non sono solo dei musicisti quindi ma anche coloro che con le proprie produzioni cercano di portare il nostro sguardo oltre, per ricordarci che la musica non ha direzione, ma al limite solo provenienza. Ascoltarli vi costringerà ad ampliare i vostri limiti, ma del resto la musica lo ha sempre fatto.





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