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giovedì 29 novembre 2012

Euphorica - viaggio tra colori e sonorità ricercate


Ascoltando le tracce di questa nuova emergente band si può affermare che gli Euphorica, ti portano per mano attraverso un viaggio di colori e sonorità che variano tra il pop, il blues e il rock alternativo. Il piacevole collante tra le sonorità è tenuto insieme da buoni incastri di chitarre acustiche presenti in ogni singolo lavoro, e da un timbro di voce interessante,  che esprime al meglio e con precisione i contenuti delle canzoni. In questa loro personale odissea, il cui punto di partenza è "In Viaggio", si possono apprezzare riff molto incisivi, melodie e parole ricercati. Procede il percorso attraverso canzoni dal sound decisamente più pop, con incisi molto melodici che sembrano  accoglierti nel mood della composizione dandoti un' impressione familiare, senza mai sfociare nel banale. Gli accordi aperti, il latente romanticismo dei contenuti, il sound che sconfina fuori dalle frontiere italiane, diventano la colonna sonora del mio viaggio in treno…. La musica scorre sulle immagini del paesaggio che si affaccia frettoloso al finestrino, e mentre la realtà è in divenire, tutto scorre "Serenamente". In quest'ultima canzone, il graffiato  della voce, buca  lo schermo sonoro, quasi dicendoti: "posso raccontarti qualsiasi cosa… ti convincerò ad ascoltarmi, perché ne vale la pena".Giungiamo così alle canzoni di punta degli Euphorica, che sono "L'ultima danza", poetica, delicata e romantica e   "La mia realtà",  canzone che propone un testo interessante e ben interpretato e sonorità che ricordano a tratti i grandi Pearl Jam.  GLi Euphorica hanno, a mio avviso, un buon  potenziale. Meno curata è la produzione artistica, che non orienta i giovani artisti verso un'idea pienamente definita del progetto, e sto parlando di quel filo conduttore che tiene unito il tutto in termini di sound e comunicazione,  qualità che si possono apprezzare in tutti i dischi di successo. Nulla di strano, se si considera che la produzione artistica e la discografia sono oramai solo un'eco del passato, una voce ormai assente.        

Recensione a cura di Leonardo Biccari  

             

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